Un video per CIASCUN Diritto!

Loading...

Petizione di Gioventù per i Diritti Umani

lunedì 23 luglio 2007

FONDAZIONE PER UN MONDO LIBERO DALLA DROGA!

Ciao! ^_^
Vi segnalo il video di presentazione della Fondazione per un mondo libero dalla droga, associazione no-profit secolare con sede a Los Angeles. E' stata fondata per soddisfare la crescente richiesta relativa al programma di prevenzione "Dico no alla droga, dico si alla vita", programma che i membri della Chiesa di Scientology assieme a volontari di altre organizzazioni conducono da oltre 20 anni in giro per il mondo.
Lo scopo della fondazione è informare bambini ed adulti sui fatti riguardanti la droga di modo che questi possando prendere una decisione consapevole nel dire no alle droghe ed aiutare altri a prendere la stessa decisione.


Il link del video è qui : [Presentazione Fondazione per un mondo libero dalla droga]...BUONA VISIONE ^_^

Altri link utili:
Narconon
Blog prevenzione droga
Soluzioni di Scientology contro le droghe

venerdì 13 luglio 2007

ARRIVATA AD ACCRA
LA DELEGAZIONE ITALIANA
DEL PROGETTO UMANITARIO UNITED FOR AFRICA


E` giunta ad Accra la delegazione italiana composta dal presidente dall'Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza onlus, un rappresentate del Dipartimento dei Diritti Umani della Chiesa di Scientology ed il presidente dell'Associazione ghanese in Italia United Ghanaian Association, con il loro progetto umanitario denominato UNITED For Africa.
L`accoglienza riservata loro, da bambini ed insegnanti della prima scuola che stanno beneficiando, e` stata molto toccante ed e`culminata con una danza speciale dedicata loro da un gruppo di bambini accompagnati dalla musica dei loro insegnanti. Il motto: "I diritti Umani devono essere resi una realtà, non un sogno idealistico.", citazione dell'umanitario L. Ron Hubbard, adottata per trasmettere il messaggio di questo progetto, ha fatto eco attraverso tutto il Ghana, trasmessa dalle emittenti locali che stanno seguendo il tour della delegazione che prosegue, da oggi, per diverse città oltre la capitale.

Bambini psichiatrizzati

Ciao!
E' da un pò che non scrivo! Perdono!!! ^_^
Vi riporto un articolo su ecPlanet (quotidiano tecnologico e scientifico) per darvi un'idea della realtà di un "semplice" reparto dove si trovano bambini, ragazzini in un stato alienante...SPERO VI FACCIA APRIRE GLI OCCHI SULLA REALTA' PSICHIATRICA...

Reportage Violenti. Distruttivi. Fuori controllo. Arrivano qui e per qualche giorno vengono sedati con qualunque mezzo.

Siamo entrati nel Madison 6, il reparto shock del Mount Sinai di New York, dove i pazienti più piccoli hanno solo cinque anni Il reparto di Psichiatria pediatrica dell'ospedale Mount Sinai, New York, ha un nome in codice, “Madison 6” (occupa il sesto piano di un edificio sulla Madison Avenue di Manhattan). È solo uno dei molti codici in uso a questo piano: “frequent flyers” sono i pazienti recidivi, quelli che tornano spesso a “volare” in corsia. “Time out” è il periodo di confino in stanza o negli “open quiet space” (salottini dove non si parla), riservato ai pazienti in crisi aggressiva. Un gergo che può suonare cinico: in realtà riflette la passione, molto americana, per la sintesi linguistica e, soprattutto, la necessità di arginare il coinvolgimento emotivo. Non è facile: i pazienti qui hanno dai 5 ai 18 anni. Su una delle porte a combinazione elettronica c'è un disegno di Frankenstein (non è macabro umorismo, l'ha fatto uno dei pazienti per Halloween) e un avviso che mette in guardia contro il pericolo di fuga. Questo è un reparto a breve-media degenza, una sorta di prima linea di intervento: i pazienti rimangono per 2-3 settimane e vengono stabilizzati. Un servizio che negli Usa viene richiesto sempre più spesso, tanto che alcuni si chiedono se proprio tutti i casi che arrivano in reparti come questo siano da ricovero. “Abbiamo 23 letti e trattiamo casi di schizofrenia, disturbo bipolare, disturbo da deficit di attenzione e iperattività”, spiega lo psichiatra Zvi Weisstuch, Clinical instructor e Associate director del reparto.
La maggior parte è ispanica o afroamericana (“il nostro bacino di utenza sono famiglie di ceto medio-basso, figli di genitori single, ragazzi in affido”).
Alcuni sono vittime di abuso. Sovente mostrano tendenze suicide. Weisstuch riferisce uno scambio di battute recente: uno dei piccoli fantasticava di buttarsi dalla finestra. “Cosa succederebbe se lo facessi ?”, gli ha chiesto Weisstuch. “Mi schianterei al suolo (il piccolo usa il termine splatter, spappolarsi, ndr) e andrei in Paradiso”. “E dopo il Paradiso ?”. “Oh, rinascerei”. “È chiaro che il concetto di morte per i piccoli è qualcosa di astratto”, dice lo psichiatra. “Le tendenze autodistruttive ci preoccupano di più nei teenager”. È per questo che, nelle stanze, poster e disegni sono ammessi, ma non le cornici. “È successo che le usassero per tagliarsi”. Ogni tanto un paziente picchia la testa contro il muro, e distribuisce morsi e calci al personale sanitario. “Allora scatta la procedura di de-escalation: prima cerchiamo di calmarli a voce; poi, imponiamo il time out; il passo successivo è la sedazione farmacologica; nei casi estremi, l'immobilizzazione con cinghie di contenimento, solitamente in barella”. Quest'ultima manovra viene considerata di emergenza e, come tale, non necessita del permesso del custode legale, ma deve essere autorizzata da un medico e può durare solo per un numero limitato di ore, sotto costante monitoraggio. Oggi, per fortuna, c'è quiete nei corridoi e dietro le porte chiuse. Le stanze sono singole (per i piccoli che hanno subito violenza sessuale e tutti i teenager) o doppie, con pareti in tinte spente, come del resto tutto l'ospedale. Nei corridoi, disegni colorati, tavolini bassi e il ronzio dei monitor della postazione-infermiere.
Un bambino siede da solo, assorto, in jeans e maglietta: solo chi è a rischio di fuga indossa il pigiamino ospedaliero. “Possono stare in gruppo, purché sotto sorveglianza; ai pasti, ricevono le visite dei familiari; possono telefonare a casa. Chi si comporta bene riceve un bonus, come un'estensione dei privilegi telefonici o il permesso di andare ai distributori di caramelle del piano di sotto”. Insomma, il problema sembra essere non tanto come vengono trattati i ragazzi del Madison 6, quanto come ci arrivano.
Nel censimento Mental health Usa 2002 del Samhsa (Substance abuse and mental health services administration), si legge che, nel 1997, il numero dei minori di 18 anni trattati come outpatient, pazienti esterni, era superiore a quello degli inpatient, pazienti trattati in regime ospedaliero o in strutture residenziali con personale qualificato (963 mila contro 286 mila). Gli inpatient, tuttavia, erano aumentati più velocemente degli outpatient: +142,7% contro +64,6%, dal 1986 al 1997. Tra gli inpatient, inoltre, erano molto diffusi casi di comportamento aggressivo e delinquenziale. Weisstuch racconta che, al suo reparto, arrivano casi di disturbo “di condotta” e “opposizionale”. “Per esempio, il bambino che tira una sedia all'insegnante, l'adolescente che attacca un agente della sicurezza”.
Ma è necessario ricoverarli ? “Ne parlavo con un collega proprio l'altro giorno. Riflettevamo che ormai ce li portano per ogni piccola cosa”. Dice lo psicologo Raymond Crowel, vicepresidente del Mental health and substance abuse services della National mental health association: “Non tutti i violenti e gli aggressivi che arrivano al Sinai finiscono con una diagnosi di patologia. Detto questo, è vero che negli ultimi 5-10 anni il numero dei ragazzini raccolto dai Mental health services americani è molto aumentato, comprendendo casi che un tempo non sarebbero stati rilevati”.
I motivi di questo eccesso di ospedalizzazione, per Crowel e Weisstuch, sono soprattutto tre. “Intanto, il potenziamento dello screening (nell'estate 2004 Bush ha cominciato a implementare un discusso piano sanitario che, tra l'altro, raccomanda lo screening psicologico dei giovani in età prescolare e scolare, ndr): da una parte permette di accorgersi in anticipo se qualcosa non va, dall'altra rischia di... strafare”, dice Crowel. Pesano anche fattori sociologici. “Siamo un popolo traumatizzato da episodi come il massacro del liceo di Columbine: abbiamo tolleranza zero per prepotenti, disobbedienti e reattivi. Gli studenti che alzano la cresta vengono sospesi o espulsi per nulla, anche perché gli insegnanti hanno le mani legate: nessuno si sognerebbe di dare un ceffone a uno scolaro”. Weisstuch e Crowel citano, poi, fattori economici, “amministrazioni ospedaliere che puntano a riempire i letti e assicurazioni che rimborsano malvolentieri degenze troppo lunghe”. Così si balla a un ritmo frenetico, tanti pazienti con un ricambio veloce. Riflette Crowel: “L'ideale per molti ragazzi non è il reparto. Meglio il trattamento in regimi flessibili, con terapia farmacologica e comportamentale, da seguire tra casa e strutture residenziali dedicate; peccato che per queste iniziative manchino i fondi”. Esiste anche un problema sociale: secondo il censimento del Samhsa, neri e ispanici sono le categorie in cui l'ospedalizzazione è cresciuta più in fretta. “Molti dei nostri bambini sono qui proprio perché, a casa, nessuno se ne voleva o poteva occupare”, dice Weisstuch. “Dobbiamo stupirci se, alla dimissione, molti custodi legali non sono in grado di portare avanti la nostra opera di recupero? Trattare con i genitori è quasi sempre un problema. I pazienti, invece, sono divertenti, svegli e innocenti. I pazienti sono fantastici”.

venerdì 6 luglio 2007

...e facciamo notizia!!!

Evento a Milano contro psicofarmaci bambini

03 luglio 2007 - Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Migliaia di pieghevoli e opuscoli sul tema "Psicofarmaci e Bambini" , sono stati distribuiti nelle principali vie del centro di Milano durante l'ultimo weekend, suscitando grande interesse da parte dei cittadini. Numerosi volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, che nell'occasione indossavano magliette con la scritta: "Psicofarmaci ai bambini. No grazie.", nel distribuire i materiali, rispondevano allo stesso tempo alle diverse domande della gente ottenendo un diffuso consenso.E' recente infatti, la decisione di commercializzare in Italia il farmaco a base di amfetamina, per la cura del Deficit di Attenzione e Iperattività, in contrasto con la presentazione dei senatori Loredana De Petris dei Verdi e Marcello De Angelis di (AN) di un disegno di legge in Senato, contro l'uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti, che prevede inoltre l'obbligatorietà del consenso informato dell'avente potestà sul bambino; il divieto di somministrare test volti a fare diagnosi o ad identificare i soggetti nelle scuole di ogni ordine e grado; il monitoraggio ed il controllo della regolarità delle procedure terapeutiche prescritte da parte e presso centri sanitari riconosciuti dalla regione.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche. Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Tel.: 02 36510685
Email: mailto:linea.stampa@ccdu.org
siti: www.ccdu.org - www.cchr.org

Lettera di una PROF!

Leggete qui di seguito la lettera di una professoressa pubblicata su molti quotidiani online...dovevo pubblicarla anch'io!!!
By Sushy ^_^

Gli effetti devastanti del disegno di legge sulla dislessia

Egregio direttore,

ho letto il disegno di legge sulla dislessia n. 1169 e successivi emendamenti recentemente approvato dalla Commissione Istruzione del Senato.
Sono un'insegnante con più di venti anni di esperienza e sono molto preoccupata degli effetti devastanti che questa legge causerà se approvata in Parlamento. Come conseguenza obbligherà le scuole di ogni ordine e grado, comprese quelle per l'infanzia, ad individuare gli alunni che presentano difficoltà nella lettura, scrittura e /o nel fare i calcoli e ad indirizzarli dal neuropsichiatra infantile per una diagnosi di dislessia e se diagnosticati tali, ad attivare per essi un percorso didattico e valutazioni differenti. La lentezza, il numero di errori o il non aver raggiunto livelli di competenza da loro ritenuti indispensabili nel leggere, scrivere o nel fare i calcoli, saranno prove per una certificazione di disturbi di apprendimento con tutte le conseguenze che questo comporterà. È previsto anche un addestramento online per insegnanti e dirigenti scolastici ai fini della individuazione degli alunni che presentano tali difficoltà.La legge in questione, al comma 7 dello stesso articolo, sancisce: "Le DSA ("difficoltà specifiche di apprendimento" di cui sopra) impediscono l'utilizzo in maniera automatica e strumentale delle capacità di lettura, di scrittura e di calcolo e possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana della persona".
Questo non significa forse che per legge la lettura, la scrittura e il fare i calcoli devono avvenire in modo automatico e laddove questo non succedesse, l'alunno sarebbe fuori dalla norma? Significa che a scuola dobbiamo creare dei robot che leggono e scrivono meccanicamente, poco importa se poi non capiscono quello che stanno leggendo, l'importante è che sappiano in modo automatico ed istantaneamente quanto fa 3x5 (ad esempio) senza alcun ragionamento o riflessione, perché questa è lentezza e quindi sintomo di discalculia (disturbo del calcolo).Il fatto che ogni bambino sia diverso da un altro, con tempi propri di apprendimento, elaborazione e sviluppo delle capacità individuali viene completamente trascurato, anzi è prevista un'attività di identificazione precoce da realizzare dopo i primi mesi di frequenza dei corsi e nella scuola dell'infanzia, bambini di 4 o 5 anni, aprendo così le porte a screening di massa nelle scuole.
Ci si dovrebbe aspettare che i sistemi dispensativi e compensativi risolvano queste difficoltà, perché allora nei vari convegni a cui ho partecipato nella documentazione fornita dagli esperti, si asserisce che non si guarisce? Quelli che scrivono male (cattiva grafia) sono dispensati dallo scrivere a mano, (forse perché c'è il rischio che la loro scrittura migliori?), sono obbligati invece a scrivere al computer (strumento compensativo), anche i disortografici sono dispensati dallo scrivere a mano, devono utilizzare il computer con il correttore automatico (così non rimedieranno mai alle loro lacune in ortografia), mentre i discalculi sono dispensati dal fare i calcoli mentalmente e devono utilizzare la calcolatrice.
Non mi sembra che questi risolvano il problema, al contrario, si rischia che dopo 13 o più anni di scuola questo studente ne esca fuori con un'etichetta di disabile e con un'effettiva incapacità di leggere, scrivere e fare calcoli.Sono questi forse gli strumenti dispensativi e compensativi atti a "favorire il successo scolastico e prevenire blocchi nell'apprendimento degli alunni con DSA agevolandone la piena integrazione sociale e culturale", come recita l'articolo 2 primo comma, punto b, ed a garantire pari opportunità e il diritto allo studio? Sono questi gli interventi che miglioreranno la nostra scuola? Mi ci vedo proprio a seguire i tempi e la didattica individualizzata (come prevede la legge) per gli alunni "dislessici" che già ho in classe, mentre i restanti 28 o 29 alunni intanto, saltano sui banchi e fanno di tutto e di più. Strano modo quello di risolvere il problema della dispersione scolastica raddoppiando gli alunni ad un insegnante per risparmiare sulla spesa pubblica e poi assegnare due insegnanti di sostegno alla stessa classe per "aiutare" quelli che si sono persi per strada, ricevendo un'etichetta di disturbo di apprendimento o di iperattività a seconda dei casi.
Forse c'è qualcosa da risolvere nella didattica dato il persistere della dispersione scolastica. Non mi sembra che l'aver spostato l'attenzione dalla didattica all'alunno, dicendo che è l'alunno incapace e che tutto il resto funziona perfettamente sia stata la soluzione.

Prof.ssa Margherita Pellegrino

lunedì 2 luglio 2007

EVVIVA!!! SPLENDIDA NOTIZIA!!!

Piemonte : approvato testo di legge contro i test ADHD nelle scuole.

COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI O.N.L.U.S.
Viale Monza, 1 – 20125 MILANO – Tel. 02/36510685C.F. 97378250159

Torino, 29 giugno 2007

Redazione Cronaca
COMUNICATO STAMPA:

Licenziato in commissione sanità della regione piemonte il testo di legge contro l’uso dei test adhd nelle scuole e l’uso indiscriminato di psicofarmaci sui bambini.
Oggi la Commissione quarta del consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità il progetto di legge n.405 “Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti” i cui primi firmatari sono il Presidente del Consiglio Regionale Davide Gariglio (Margherita) e il Consigliere Regionale Gianluca Vignale (AN). Il testo, che prevede un consenso informato molto stretto e soprattutto il divieto della somministrazione dei test psicopatologici sui bambini nelle scuole, risponde alle richieste avanzate nella campagna “Perché Non Accada” e condivise ormai da moltissimi cittadini italiani.
La Proposta di Legge ha fatto, quindi, un importante passo avanti e si avvia ora ad essere sottoposta al voto di aula del Consiglio Regionale del Piemonte, per la sua approvazione definitiva.

“Una politica che si avvicina alle esigenze ed alle richieste dei cittadini, con una forte attenzione su un tema sociale così importante e delicato, non può che ricevere il plauso di noi tutti”, ha dichiarato il Dott. Roberto Cestari, Presidente nazionale del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, l’ente promotore del progetto di legge.

“La presa di posizione della Commissione Sanità, che ci auguriamo venga seguita dal Consiglio, rappresenta un grande segno di civiltà e dimostra che nel nostro paese esiste ancora il senso della famiglia come luogo dove ascoltare e confrontarsi per risolvere le difficoltà del vivere, piuttosto che relegare tale compito ad una pillola anfetaminica oppure a test psicopatologica privi di valenza scientifica” conclude il dott. Cestari.


Ufficio StampaDott.ssa Maria Elena TestaCCDU OnlusCoordinamento Regione PiemonteTel. : 011 – 245.88.47Mobile: 333 – 97.66.437380 – 72.80.368 Email: ccdutrn@yahoo.itSito internet: www.ccdu.org - www.perchenonaccada.org